Padroni, manager e imprenditori

di Alessandro Guidi - Presidente Micronix Network S.C.
Molta letteratura manageriale nell'analizzare il tema della crescita propone
un ricetta.
Uccidete i vostri padroni !!!
Cosa hanno fatto le nostre Pmi per compiere il passaggio da padrone a
imprenditore?
Chi faceva impresa solo pochi anni veniva definito come padrone; padrone
del destino della propria azienda e delle persone che la compongono.
Da qualche anno si va diffondendo l'idea che l'impresa sia un corpo
organico dotato di vita propria; non solo braccia della mente del
padrone.
Un corpo organico che cresce e vive in virtù della capacità dei suoi membri di crescere, organizzarsi e sopratutto vivere nel contesto sociale proprio.
Con lo stesso imprenditore a cui facevo riferimento nel post precedente
stavamo notando come sia difficile creare "gruppi di investimento" tra
imprenditori delle PMI secondo gli schemi definiti nel post di
qualche giorno fa.
Cito
quasi testualmente una frase: "il problema è che molti di noi sono
rimasti padroni, ed a casa propria nessuno fa meglio del padrone.."
Non ha torto.
Ma una idea mi ronza per la testa.
Le imprese senza padroni hanno fatto meglio? E la mente vola immediatamente ai grandi crack dei grandi manager superpagati.
L'equazione "morte" del padrone=vita dell'impresa funziona?
E sufficiente una buona dotazione di “manager” per risolvere il problema?
Forse no!
Chi
decide di fare impresa e di farla su serio appartiene a quella
particolare categoria di persone animate dalla voglia di fare profitto
rischiando in proprio creando qualcosa sulla base di intuizioni,
competenze tecniche e commerciali.
La rinuncia al ruolo di padrone nell'azienda della quale siamo proprietari, si sa, non è cosa facile.
Come
possiamo "portare in rete" l'intuito, la sensibilità dei nostri
imprenditori e la conoscenza di alcuni manager per remare forte contro
le pericolose rapide della crisi?




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