Innovazione

di Alessandro Guidi - Presidente Micronix Network S.C.

Quasi ogni giorno mi ritrovo ad ascoltare consigli, pensieri, stimoli sul tema dell’innovazione unanimemente scelta come unica ricetta contro la crisi.
Spesso assistiamo a confusi discorsi che mescolano sviluppo crescita e tecnologia.
Tentando una definizione potremo indicare l’innovazione come quella particolare capacità di individuare rapide risposte al rapido mutare delle condizioni di ambiente.

Innovazione è un termine generico a-valoriale.
Possiamo considerarla un modus che riguarda i comportamenti.
Un comportamento con una naturale predisposizione a guardare avanti.
Il modus dell’innovazione viene poi “sottomesso” a fini economici, sociali, politici, relazionali.

Potremo rappresentare anche l’innovare come un atto di equilibrio, un’attività continua di “registrazione” . Registrazione nel senso di messa a punto dei nostri “registri”.
Quel rapporto/latenza che fa stare in equilibrio le nostre caratteristiche, capacità, competenze, aspirazioni con il dinamico e complesso ambiente.

Al variare di una condizione di ambiente cambiano gli eventi.
A noi spetta di modificare i nostri comportamenti per mantenere vivo quell’equilibrio.
Se piove prendo l’ombrello.
Ma se il mio tragitto prevedeva l’uso della bicicletta devo modificare i miei comportamenti.
Posso prendere l’autobus.
Se sto partendo per un lungo viaggio con 2 grandi valigie, la mattina durante l’ora di punta avrò difficoltà ad entrare in autobus.
Ogni giorno prendiamo migliaia di piccole decisioni cambiamo le nostre scelte in funzione delle variazioni delle condizioni ambientali (natura e/o persone).
Insomma cambio, adatto, ripenso provo a verificare se il mio nuovo pensiero tiene alla prova dei fatti.

Non intendo certo esaltare le lodi dell’uomo flessibile (raccomando l’interessante lettura del libretto di Richard Sennett dal titolo appunto “l’uomo flessibile”).
Mi viene piuttosto da pensare ad un lento ma continuo esercizio intellettuale orientato a trovare nella vita relazionale - nelle relazioni politiche o in quelle economiche - “l’equilibrio della felicità”
Feicità per i singoli, per i gruppi, per le imprese.
Sembra quasi blasfemo usare questo termine riferito alle imprese.
Ma anche i pensieri che fino ad oggi sembravano  certezza assoluta trovano qualche crepa nella loro struttura.  E sembra strano che i primi segni di queste spaccature arrivino da oltre oceano.
Insomma si incrina anche il dogma profitto=felicità.

In ogni caso si sa, stare in equilibrio, nell'impresa come in bicicletta, non è cosa facile.
Non è facile resistere al canto delle sirene della crescita illimitata

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