Rapporto "bipolare"

di Emidio Picariello - SMO in Micronix Network S.C.
Ho un rapporto "bipolare" con la stampa. Soprattutto con quella
cartacea. Delle volte trovo molto piacevole la lettura, qualche volta
invece trovo che sia eccessivamente superficiale. D'altronde, leggendo
la maggior parte delle notizie on line, leggo i giornali cartacei
prevalentemente per approfondire. I quotidiani cartacei commettono a
mio avviso molti passi falsi soprattutto quando si contrappongono o
sentenziano sul mondo dei blog e di internet.
Qualche giorno
fa ho letto un articolo del Corriere della Sera che sostiene che la
maggior parte dei blog che vengono aperti diventano inattivi in pochi
mesi, la "bolla del web 2.0" si sta sgonfiando.
La stessa
considerazione viene estesa agli account Twitter che spesso sono aperti
ma inutilizzati. Infine, il colpo di grazia sarebbe costituito dal
fatto che, scrive l'autore "gli utenti del web 2.0 sono più consumatori
che produttori di notizie".
Tutti coloro che conoscono il fenomeo delle reti social non si meravigliano, basta leggere il rapporto "1-9-90" (1% produce contenuti, il 9% li produce in modo saltuario,il 90% ne fruisce solamente).
Insomma il fatto non sorprende e soprattutto non indica un decadimento della rete.
Lo stesso Corriere affronta in modo completamente diverso la concorrenza dei nuovi media nella sua edizione cartacea.
Stavolta le riflessioni sono un po' più approfondite. E tengono conto
del fatto che il Time ha dedicato parte della sua home page ad
incorporare i "pigolii" di Twitter sulla rivolta Iraniana.
Il mondo cambia, questo è un fatto. Non tenerne conto non rallenterà questo cambiamento.
I giornali devono capirlo e cavalcarlo, non criticarlo.
Quale futuro per i media?
Un giorno l'informazione via internet diventerà a pagamento.
Personalmente
penso di sì: l'informazione domani sarà a pagamento, anche quella on
line, ma non nella forma in cui oggi è disponibile gratuitamente.
In che forma, allora? Io penso a questo, voi come immaginate il futuro?





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