Sorgenti
Pozzo dei documenti: svolta burocratica per le Pmi?
Il pozzo dei documenti è il nome della nuova banca dati universale proposta dall’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici a Governo e Parlamento per semplificare la vita delle Pmi.
E potrebbe essere una rivoluzione per contrastare la burocrazia asfissiante.
In pratica, si registrano una volta sola le credenziali di un’impresa che partecipa ad un bando pubblico e la banca dati telematica raccoglierà tutti i documenti presentati dalle aziende che concorrono agli appalti, mettendoli a disposizione delle amministrazioni.
E la cosa non è di poco conto. Il ministero della Pubblica amministrazione ha infatti pubblicato un dato sconcertante: ogni anno le imprese spendono 1,2 miliardi di euro per produrre la documentazione di partecipazione alle gare.
Considerando che ogni impresa partecipa ad almeno 27 bandi ogni anno, significa che deve riprodurre la stessa mole cartacea per ben ventisette volte.
Queste imposizioni burocratiche sono ormai inaccettabili per le piccole e medie imprese del ventunesimo secolo e possono essere drasticamente ridotte con il nuovo sistema; facendo risparmiare cifre enormi ed eliminando i contenziosi sulla validità dei documenti cartacei.
Ovviamente lo scetticismo non manca, perché l’Italia promette da almeno 15 anni rivoluzioni digitali solo parzialmente attuate. Ma l’urgenza di sostenere le piccole e medie imprese nel mercato globale sempre più informatizzato, potrebbe favorire il decollo del pozzo dei documenti, come auspica Vincenzo Boccia, presidente della Piccola Industria.
La CGIA di Mestre ha elaborato i dati del Governo e dell’ISTAT in materia, arrivando alla conclusione che le Pmi sono schiacciate da un costo burocratico di oltre 23 miliardi l’anno.
Solo per il settore lavoro e previdenza le aziende sborsano quasi dieci miliardi, 3,4 se ne vanno negli adempimenti di tutela ambientale e altri 2,8 per gli oneri fiscali.
Il costo di partecipazione agli appalti si conferma in 1,2 miliardi, con un’incidenza di oltre il 5% dei costi burocratici.
Non è quindi un caso che Giuseppe Bortolussi, segretario CGIA, speri che ci siano presto rivoluzioni tecnologiche ancor più grandi, come quella di estrarre il certificato di regolarità contributiva Inps o Inail e inviarlo solo per posta certificata, abbattendo ulteriormente la spesa, con un guadagno di tempo prezioso per l’imprenditore.
Tags: burocrazia pozzo documenti
VMware vCenter Operations Management Suite
L’infrastruttura cloud possiede una natura altamente dinamica e mal si adatta alle tradizionali metodologie per la gestione operativa; quando di tratta della gestione di ambienti virtualizzati e di cloud, occorre quindi pensare in maniera differente.
Per questo motivo VMware ha lanciato sul mercato VMware vCenter Operations Management Suite, sviluppata per aiutare i clienti a fornire l’IT sotto forma di servizio, semplificando e automatizzando le operazioni degli ambienti virtuali e cloud.
La nuova proposta VMware ben si adatta ad aziende di qualsiasi dimensione - dalle Pmi alle grandi imprese - e si presenta come strettamente integrata con VMware vSphere.
VMware vCenter Operations Suite prevede le seguenti nuove funzionalità:
- Maggiore integrazione tra performance, capacità e gestione della configurazione
VMware conferma una maggiore integrazione di VMware vCenter Capacity IQ e VMware vCenter Configuration Manager all’interno di vCenter Operations Management Suite. I clienti possono così identificare più facilmente eventuali problemi, adattare le risorse dell’infrastruttura e ovviare ai cali di performance dovuti a modifiche della configurazione. - Nuovi cruscotti e “smart-alerts” per analisi più rapide ed efficaci sullo stato di salute del sistema
VMware ha potenziato il cruscotto di vCenter Operations Management in modo da offrire visualizzazioni il più possibile complete sullo stato di salute, del rischio e dell’efficienza dell’infrastruttura cloud. Avvisi intelligenti fanno sì che eventuali problematiche relative a prestazioni, capacità o stato di salute del sistema possano essere tempestivamente identificate e risolte. - La nuova funzione “Application Awareness” ottimizza l’infrastruttura per le applicazioni business-critical
VMware vCenter Operations Management Suite prevede anche una nuova funzione di “application awareness” che riesce a identificare e mappare in maniera automatica le relazioni e le dipendenze fra applicazioni e componenti infrastrutturali di supporto. I clienti possono così ottimizzare le operazioni a livello di infrastruttura sulla base delle loro specifiche esigenze applicative (ad esempio quelle relative alla gestione della sicurezza e al disaster recovery).
La versione aggiornata di VMware vCenter Operations Management Suite è disponibile in quattro moduli per rispondere alle esigenze di IT operation di aziende di qualsiasi dimensione. Per maggiori informazioni sul prezzo e disponibilità del prodotto, rimandiamo alla apposita pagina sul portale Vmware.com.
Tags: cloud virtualizzazione vmware
Prova su strada del Nokia Lumia 800
Oltre 1 milioni di Nokia Lumia venduti, un successo che fa ben sperare per la ripresa di Nokia nel settore degli smartphone di fascia alta. Grazie a Nokia Italia siamo dunque riusciti ad avere per 5 giorni un’unità di test per testare il Lumia 800 che tanto successo sta ottenendo in tutti i Paesi in cui è stato commercializzato. In questi 5 giorni ho utilizzato il Lumia 800 come primo smartphone, sfruttandolo, anzi strapazzandolo per bene per capirne pregi e difetti.
Cominciamo dall’immancabile unboxing, in cui possiamo apprezzare la confezione del terminale ben realizzata e la dotazione di serie.
Oltre al Lumia 800 troviamo: caricabatterie composta da un cavo usb/microusb che permette anche di collegare lo smartphone la PC, gli auricolari di buona fattura, una custodia in silicone e un po’ di manualistica.
Design/materiale/assemblaggio: Il Nokia Lumia è ben costruito: ottimo l’assemblaggio; nonostante la mia unità di test fosse sicuramente passata di mano a molte persone non presentava danni, strisci, scricchiolii o problemi di sorta, segno che il Lumia è stato progettato bene. Da segnalare una certa scivolosità sopratutto in queste giornate fredde, tuttavia il Lumia non è grande e si impugna bene. Degno di maggiore considerazione il fatto che il Lumia 800 è un po’ troppo pesantuccio rispetto alla concorrenza. Gli oltre 140g si sentono molto di più rispetto ai 170g del mio Galaxy Note che però è molto più grande.
Ricezione GSM/UMTS: nella media della categoria, nessun problema di perdita di segnale.
Ricezione Wi-Fi: testata con un router Apple Time Capsule, la sensibilità di ricezione è stata molto buona e le prestazioni ottime. Di contro è assurda l’impostazione immodificabile che vede scollegare il Wi-Fi quando lo smartphone va in standby.
Qualità audio in chiamata: buona ma non ottima, il suono tende un po’ a distorcere se l’interlocutore alza un po’ la voce. Vivavoce molto scarso.
Schermo: 3,7 pollici Amoled clear black. Bello, luminoso, ottimo nero e con contrasti davvero ottimi. Nulla da dire a questo riguardo. Preciso il touch anche se il pannello supporta solo 4 tocchi.
Interfaccia Metro: la UI grafica è davvero molto bella, una ventata di freschezza rispetto alla solita iOS e a quella di Android. Fluida anzi fluidissima anche se non particolarmente personalizzabile.
Internet: Explorer mobile è un buon browser anche se non ancora alla pari di quelli dei maggiori rivali. Nonostante i benchmark dedicati come SunSpider dicano che Explorer mobile sia un po’ lento, nell’uso comune di tutti i giorni questa grande differenza non si nota. Tuttavia ci sono alcuni problemi di impaginazione, per esempio con la gestione dei font. Comoda la possibilità di richiedere la versione desktop dei siti mobili. Inoltre per scorrere al meglio le pagine è necessario usare continuamente lo zoom. Per godere al meglio delle potenzialità del browser sarebbe consigliabile l’adozione di uno schermo più grande.
Client eMail: finalmente un client e-Mail come si deve. Bello, rapido e comodo, difficile trovare di meglio. Peccato solo l’impossibilità di allegare file direttamente dal client che non siano foto. Questo aspetto come per iOS rende l’uso professionale un po’ scomodo.
Office: la miglior suite office oggi disponibile. Nulla da dire, ma in questo settore Microsoft docet. Da rivedere un po’ l’integrazione con Skydrive e dare la possibilità di caricare i file Office anche direttamente dal client email.
Nokia Mappe, Bing Map e Nokia Drive: i software di gestione delle mappe sono abbastanza validi ma hanno ancora molta strada da fare se vogliono competere con Google Maps. Nokia Drive funziona bene anche se deve rendersi un po’ più professionale. In ogni caso il navigatore fa quello che deve fare e cioè ti porta con sicurezza alla meta.
Foto e video: foto discrete (vedere esempi) ma nulla di più. Colori piatti, un po’ smorti e nitidezza un filo da rivedere. Mi sembra buona la messa a fuoco. Da rivedere un po’ il software di gestione della fotocamera perché l’ottica di sicuro c’è. Video invece in HD molto buoni.
Market delle applicazioni: ne abbiamo di strada da fare: poche applicazioni valide e per lo più a pagamento. Ricostruire l’ecosistema di applicazioni che uso su iOS e Android è quasi impossibile al momento.
Batteria: Nonostante l’aggiornamento che doveva risolvere i problemi della batteria, l’autonomia dello smartphone non è sufficiente a coprire la giornata se si vuole utilizzare tutte le potenzialità di Windows Phone. Personalmente effettuavo una seconda ricarica a metà pomeriggio per non trovarmi a piedi alla sera.
Tags: nokia lumia 800 Windows Phone
Dichiarazione dei redditi: tagli alle detrazioni?
L’Italia naviga in acque tumultuose e lo sappiamo: da qualche parte bisogna trovare i soldi e fare cassa. Due le probabili alternative: si tagliano le detrazioni o si aumenta l’Iva? Alla fine cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia: nelle tasche dei contribuenti rimarranno sempre meno monete. Sia chiaro, al momento niente di sicuro ma le recenti affermazioni del numero uno dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, mi fanno temere che nel breve arriveranno sensibili tagli alle detrazioni.
Che si tratti di aumento dell’Iva a partire dal prossimo mese di ottobre o di tagli alle detrazioni da poter far valere con la prossima dichiarazione dei redditi, il risultato è uguale. Solo che nel primo caso sarà il contribuente a pagare di più per ogni acquisto mentre nel secondo caso lo stesso contribuente non potrà più portare a detrazione alcune spese sostenute nel corso dell’anno. Facendo due conti, il saldo finale che rimane nelle nostre tasche sarà sempre meno.
Il dubbio mi è sorto ascoltando alcune recenti affermazioni di Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, il quale ha in mente, per il futuro, un Fisco più semplificato in modo da agevolare i rapporti con i cittadini. E per questo sono sul tavolo una serie di norme procedurali che non si rifletteranno sul bilancio poiché saranno a saldo zero.
Poi accenna alle dichiarazioni fiscali: mi piacerebbe arrivare, dice Befera, ad una dichiarazione dei redditi per le persone fisiche di due pagine, non di 140 come oggi. E’ vero. Oggi per compilare correttamente una dichiarazione dei redditi occorre essere laureati in economia e commercio. Ma andiamo più a fondo e cerchiamo di individuare il motivo per cui le istruzioni del modello Unico arrivano a 140 pagine.
Il modello è composto da una serie di campi che contengono i dati personali e i redditi di terreni, fabbricati e per lavoro dipendente. A seguire il contribuente potrà far valere diverse deduzioni o detrazioni fiscali quali quelle per carichi di famiglia, spese sanitarie, spese di istruzione, interessi su mutui, spese per il recupero del patrimonio edilizio o per la riqualificazione energetica e così via.
Semplificare la dichiarazione dei redditi significherà, inevitabilmente, agire su detrazioni e deduzioni e, pertanto, penalizzare i contribuenti che con molta pazienza conservano per un anno intero scontrini e ricevute al fine di godere di un beneficio fiscale anche se minimo. Ci auguriamo, quindi, che la semplificazione tanto agognata da Befera non sia indirizzata a limitare l’applicazione di detrazioni e deduzioni ma piuttosto sia rivolta alla mera semplificazione dei calcoli matematici da computare per addivenire al risultato finale.
Tags: Deduzioni detrazioni dichiarazione dei redditi
117: strumento anti-evasione anche con denunce anonime
Da 15 anni il numero 117 stabilisce un filo diretto, 24 ore su 24, tra Guardia di Finanza e contribuenti, per rispondere all’esigenza di migliorare i rapporti fra contribuente e fisco e raccogliendo le testimonianze sugli evasori.
Il numero gratuito di pubblica utilità mette in contatto con le “sale operative” provinciali della GdF per chiedere ad esempio l’intervento di una pattuglia o anche per ottenere notizie e informazioni sui servizi del Corpo. Per le violazioni amministrative, come nel caso di mancato rilascio di scontrino o ricevuta fiscale, è possibile procedere alla immediata verbalizzazione dell’illecito attendendo l’intervento di una pattuglia sul posto. In alternativa, le informazioni contenute nella segnalazione entrano a far parte del patrimonio informativo dei reparti.
Dopo che il segnalante le ha formalizzate recandosi presso il Reparto del Corpo più vicino, i dati acquisiti vengono incrociati con quelli contenuti nelle oltre 30 banche dati della Guardia di Finanza, per la selezione dei soggetti da sottoporre a controllo.
Condizione imprescindibile è che non ci sia anonimato e il segnalante fornisca i propri dati anagrafici che sono trattati nel rispetto della normativa sulla Privacy.
Tuttavia, anche le segnalazioni mancanti di denuncia formale che l’operatore del 117 considera meritevoli di attenzione sono inserite nel database informatico dei comandi provinciali del Corpo.
Statisticamente il 42% dei chiamanti del 2011 non ha rivelato la propria identità.
Pertanto, se durante un controllo stradale un soggetto viene trovato su un auto di lusso intestata a una Srl e nel database risultano già segnalazioni anonime a suo carico, parte immediatamente l’accertamento con tutte le informazioni raccolte.
Oltre alla funzione anti-evasione il 117 raccoglie anche segnalazioni relative a stupefacenti, contraffazione di prodotti o monete e banconote, violazioni doganali, accise (ex imposte di fabbricazione), frodi comunitarie.
Al suo debutto fu subito un gran successo: nel dicembre del 1996, in soli dieci giorni, la GdF ricevette 12mila chiamate. Nel gennaio del 1997, un’indagine dell’Eurispes rivelò, in modo sorprendente, che nel Nord Est del Paes, considerata l’area più insofferente nei confronti del fisco, il 20 per cento degli abitanti riteneva il 117 “utile come il 112 e il 113″ (i numeri di pronto intervento di Carabinieri e Polizia di Stato) mentre la media nazionale si arrestava al 16,1 per cento.
Nel corso del tempo è stato ricoperto dal velo dell’oblio, al punto che anche negli spot, curati dall’Agenzia delle Entrate e in onda in questi giorni sui canali televisivi e radiofonici, non viene indicato anche se viene bollato l’evasore come parassita.
Lo conferma la stagnazione delle telefonate per anni ferme intorno a quota 23/24 mila. Le telefonate per tutti i settori di intervento nel 2010 hanno raggiunto il numero di 28.997 e per il 2011 si stima un incremento del 19% con quota 34.000.
Eppure se ci fossero più segnalazioni da parte dei clienti di ristoranti e bar, studi dentistici e artigiani, quando la controparte non consegna ricevute e fatture, la lotta all’evasione contro categorie che temono poco la “tracciabilità” del denaro diventerebbe più incisiva.
Occorre sottolineare che con la manovra di ferragosto 2011 sono state approvate delle norme per l’anti-evasione professionisti. Se in un quinquennio sono state contestate a carico di professionisti quattro distinte violazioni dell’obbligo di emettere il documento certificativo dei corrispettivi compiute in giorni diversi, parte immediatamente con provvedimento esecutivo la sanzione accessoria della sospensione dell’iscrizione all’albo o all’ordine per un periodo che va da tre giorni ad un mese. In caso di recidiva, la sospensione è aumenta per un periodo da quindici giorni a sei mesi. La sospensione è decisa dalla direzione regionale dell’Agenzia delle entrate competente per territorio in relazione al domicilio fiscale del contribuente.
Tags: evasione fiscale
HydroloGIS GeoPaparazzi: app per i rilievi ambientali
Arriva da HydroloGIS un’interessante evoluzione dell’app per smartphone, un’applicazione nata con l’obiettivo di fornire a geologi e ingegneri ambientali uno strumento utile per velocizzare la prima fase dei rilievi dello stato di un territorio, consentendo loro di mappare i punti di pericolo e le aree a rischio dissesto anche tramite una ricostruzione in 3D.
Il progetto nasce dall’idea del socio fondatore di HydroloGIS Andrea Antonello, il quale, prendendo spunto da un post dal Manager del Centro Free Software & Open Technologies del TIS innovation park, Patrick Ohnewein, su un social network, ha pensato di integrare l’app GeoPaparazzi con Mixare.org della Peer Internet Solutions di Frangarto, un software libero di realtà aumentata creato per guidare i turisti alla scoperta del territorio dell’Alto Adige. A spiegare com’è nata l’idea è proprio Ohneiwein:
All’inizio di gennaio ho postato su un social network le opzioni di visualizzazione delle informazioni che offre l’applicazione Mixare.org, e questo post è servito da input ad Andrea Antonello, socio fondatore della HydroloGIS, azienda tecnologica del TIS, per migliorare una loro applicazione.
Inoltre, sottolinea ancora Ohnewein che:
L’efficace integrazione tra il know-how di due piccole imprese come la HydroloGIS e la Peer Internet Solutions è la dimostrazione che, per creare innovazione, bisogna aprirsi al confronto e collaborare. E ciò vale soprattutto per i “piccoli” che non hanno la forza di fare ricerca da soli.
GeoPaparazzi si propone quindi come un buon esempio di sinergia tra due piccole aziende come HydroloGIS e la Peer Internet Solutions, le quali hanno messo in comune le proprie conoscenze dando vita a un’applicazione che potrebbe essere apprezzata dai professionisti.
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RIM BlackBerry Business Cloud Services per Microsoft Office 365
Il servizio BlackBerry Business Cloud Services per Microsoft Office 365 è da poco disponibile anche per le piccole e medie imprese, sia pubbliche che private, attualmente abbonate ad Office 365 o a Exchange Online.
BlackBerry Business Cloud Services per Microsoft Office 365 consente alle aziende di portare i vantaggi di Microsoft Exchange Online sugli smartphone BlackBerry, da sempre cavallo di battaglia del produttore canadese RIM.
L’accesso al servizio cloud-based è consentito indifferentemente a tutti gli apparecchi con un piano dati aziendale o privato. Spiega inoltre Alan Panezic, Vice President, Enterprise Product Management and Marketing at Research In Motion:
Questo nuovo servizio cloud-based consente ai clienti di supportare, in modo economico e conveniente, i servizi in mobilità all’interno delle aziende, oltre a gestire facilmente e in sicurezza l’implementazione di BlackBerry.
Parole a cui fanno eco le dichiarazioni di Julia White, Senior Director of Microsoft’s Exchange Product Management Group:
La disponibilità del BlackBerry Business Cloud Services è una grande notizia per i clienti di Office 365 e BlackBerry che vogliono ottenere il massimo beneficio dalla collaborazione di questi due servizi business.
La collaborazione tra Microsoft e RIM amplia quindi le potenzialità di BlackBerry Business Cloud Services, che consente alle aziende di gestire in modalità self-service le funzionalità offerte dagli smartphone BlackBerry.
Tags: BlackBerry cloud computing Microsoft office 365 RIM RIM BlackBerry Business Cloud Services
Contabilità digitale: semplificazioni per imprese
Si chiama dematerializzazione ed è quel processo che permette gradualmente di rinunciare alla carta per avvicinarsi sempre più ad una gestione delle informazioni con flussi di dati in formato elettronico. E’ quello che molte aziende stanno cercando di fare in questi ultimi anni. Non è facile poiché si tratta di introdurre elementi innovativi di carattere organizzativo, procedurale e culturale. Tuttavia è un processo particolarmente importante e pieno di vantaggi: maggiore efficienza, efficacia e competitività.
La tenuta delle scritture contabili in forma digitale offre risparmio di tempo, accesso semplificato alle informazioni, migliore tenuta delle informazioni. Il Decreto Sviluppo del 2011 ha dato un nuovo impatto alla dematerializzazione di libri e scritture contabili modificando l’articolo 2215-bis del codice civile e introducendo semplificazioni di procedure e tempistiche per la tenuta in modalità informatica di libri e scritture.
In particolare il codice civile stabilisce che i libri, i documenti e le scritture possono essere formati e tenuti con strumenti informatici. Le registrazioni in essi contenuti devono essere consultabili in qualsiasi momento con i mezzi messi a disposizione del soggetto tenutario e dovranno essere riproducibili o copiabili per gli usi consentiti dalla legge.
La differenza tra documenti in formato cartaceo e quelli in formato elettronico sta nel fatto che mentre i primi sono soggetti a numerazione e bollatura, i secondi sono soggetti ad applicazione annuale di marca temporale e firma digitale. Firma digitale e marca temporale devono essere apposte annualmente dall’imprenditore o da un suo delegato: la firma garantisce provenienza e immodificabilità dei dati registrati; la marca temporale ne assicura una datazione certa e opponibile a terzi. Dal punto di vista operativo per poter apporre la firma digitale occorre essere in possesso di un dispositivo per le firme quali smart card o particolari chiavette Usb in grado di firmare un documento senza ulteriori esigenze di software o hardware.
In pratica una volta all’anno libri e registri devono essere resi immodificabili. Pertanto l’impresa dovrà dotarsi di un sistema informatico che consenta l’acquisizione dei dati dal gestionale e la loro conservazione in un documento statico non modificabile, unitamente all’apposizione di firma elettronica e marca digitale rilasciate da un certificatore accreditato.
Il momento in cui l’imprenditore deve apporre firma digitale e marca temporale coincide, come stabilito dall’articolo 2251-bis del codice civile, con il momento previsto per la conservazione degli stessi documenti a rilevanza fiscale, di cui alle disposizioni contenute nel D.M. del 23 gennaio 2004.
Gli articoli 2709 e 2710 del codice civile stabiliscono che, a livello probatorio, i libri, i repertori e le scritture tenute con strumenti informatici hanno la medesima efficacia di quelli analogici. Resta inteso che questa efficacia è consentita dalla corretta apposizione di marca temporale e firma digitale.
Tags: contabilità digitale firma digitale marca temporale
Samsung Galaxy S Advance
Samsung Galaxy S Advance è una nuova proposta di Samsung per il mondo Android, evoluzione del già apprezzato Galaxy S: oltre al leggero restyling nel design, le vere novità sono interne: display super amoled da 4 pollici con risoluzione 800 x 480 e potente CPU dual core da 1GHz (Tegra 2?).
Anche la RAM viene aumentata a 768MB probabilmente per permettere l’upgrade ad Android Ice Cream Sandiwch, al momento negato per il “vecchio” Galaxy S.
In partenza il Samsung Galaxy S Advance disporrà di Android 2.3.6 accompagnato dalla già nota interfaccia Touch Wiz di Samsung.
Fotocamera, supporti e sensori rimangono quelli del Galaxy S e dunque comunque degni di un prodotto di Top class.
La fotocamera da 5Mpx permette infatti di registrare in HD a 720p, mentre quella anteriore servirà per le video chat.
Gps, Bluetooth 3.0, wi-fi e hspa sono tutti presenti all’appello, così come la batteria da ben 1500 mAh.
Tags: android samsung samsung galaxy s advance
SER.P.I.CO. a caccia di evasori: le voci analizzate
Dal 1 gennaio 2012 è entrato a pieno servizio SER.P.I.CO. (Servizi per i contribuenti), il sistema informatico con cui Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza possono mettere in relazione diverse informazioni riguardanti ogni singolo contribuente partendo dal codice fiscale o dalla partita IVA, onde stabilire una rete di controllo sulle operazioni, sulle spese e sui redditi di ogni contribuente sia esso persona fisica o impresa.
Con il decreto “Salva-Italia” - manovra finanziaria Monti - è stato infatti abolito il segreto bancario.
I dati delle dichiarazioni, conservati nei sotterranei della Sogei, la società che si occupa dei servizi informatici dello Stato e impacchettati in duemila server, possono ora essere letti e “incrociati” da SERPICO con quelli dei conti correnti.
In una prima sezione del sistema è possibile sapere non solo i redditi percepiti, ma anche gli scontrini farmaceutici portati in detrazione, gli interessi del mutuo, i costi del condizionatore.
Una seconda sezione di SERPICO è dedicata invece alla voce dei beni posseduti, dove è possibile vedere i perimetri catastali di case, appartamenti e terreni. Poi si passa ai dati relativi ai beni mobili, come automobili non obbligatoriamente di lusso, moto, barche, aeroplani.
Una terza sezione è relativa alle spese sostenute per elettricità, gas, telefono e acqua e sempre da questa sezione si possono vedere eventuali iscrizioni a circoli ippici, nautici e club esclusivi, si può sapere se l’utente ha eventualmente fatto viaggi in luoghi lontani e sapere anche eventuali notizie sui contributi pagati per colf e modelli Isee presentati per mandare il figlio all’asilo o all’università.
SERPICO si concentra particolarmente sulle aziende e, oltre alle informazioni già disponibili, come per esempio gli elenchi clienti e fornitori, è possibile conoscere eventuali comunicazioni telematiche di operazioni Iva superiori a tremila euro e quello di segnalazione dei rapporti con soggetti residenti in black-list.
Purtroppo c’è già chi teme uno “stato di polizia elettronico” con l’invasione della sfera privata delle persone per garantire un ordine pubblico perfetto.
I problemi relativi alla privacy hanno costretto un anno e mezzo fa al ritiro di “Elena”, il sistema informatico tedesco simile a SERPICO perché si profilavano eccezioni di costituzionalità. Secondo il presidente dell’Istituto per la Privacy potrebbe bastare un ricorso alla Corte di Giustizia Europea per cancellare la norma approvata con il decreto Salva-Italia.
In realtà SERPICO è già al lavoro da cinque anni: nel solo 2011 ha individuato 518 proprietari di aerei e 42mila di imbarcazioni oltre i 10 metri, che hanno dichiarato un reddito inferiore ai 20mila euro. E da cinque anni ha fatto raddoppiare le cifre recuperate dallo Stato da 5 a 11 miliardi e ha smascherato 350mila evasori totali.
I processori di SERPICO leggono ogni secondo ben 22.200 informazioni per scovare le tracce di quei 120 miliardi di euro che ogni anno sono sottratti allo Stato a causa dell’evasione fiscale.
Tags: evasione fiscale fisco serpico
VIdeoconferenze aziendali a rischio privacy per un bug
Le videoconferenze aziendali - oggi utilizzate ampiamente in luogo di meeting fisici - potrebbero seriamente a rischio sicurezza, al punto da consentire l’accesso al flusso audio-video a partecipanti non autorizzati, almeno secondo quanto rivelato da un ricercatore di Rapid 7.
HD Moore di Rapid 7 ha infatti scoperto una grave vulnerabilità nei sistemi di videoconferenza usati da numerose aziende e ha spiegato che gli hacker sono potenzialmente in grado di penetrare nelle infrastrutture informatiche, interagendo da remoto con le webcam aziendali, oltre ad ascoltare e registrare quanto viene detto durante le riunioni virtuali.
Con la scoperta di questo bug si torna a mettere l’accento sul reale livello di sicurezza garantito dalle costose piattaforme di videoconferenza utilizzate dalle aziende e che, grazie al crescente sfruttamento delle connessioni Internet, vanno diventando sempre più diffuse sia presso i grandi gruppi che presso le PMI.
Nel suo rapporto, Moore ha accennato a due delle piattaforme più costose e diffuse, cioè quelle di Polycom e Cisco, le quali sono dotate di una funzione che permette di accettare automaticamente le chiamate in ingresso senza premere alcun pulsante.
Si tratta di una funzionalità attiva di default e che spesso molti amministratori non si preoccupano di disattivare, tanto che il ricercatore ha trovato oltre 5.000 sistemi di videoconferenza con questa funzione attivata e conseguenti rischi che occhi e orecchie “indiscrete” abbiano accesso ai contenuti aziendali riservati.
Inoltre, il punto su cui i ricercatori per la sicurezza invitano le aziende a riflettere è legato ai protocolli usati per le videoconferenze, che risultano sufficientemente efficienti per quanto riguarda la qualità e la stabilità delle comunicazioni, ma poco efficaci nel garantire la necessaria sicurezza.
A ciò si aggiunge poi una configurazione da parte degli amministratori di rete che solitamente non è perfetta, lasciando più o meno ampie possibilità di manovra agli hacker e ad eventuali criminali informatici che si traducono in intrusioni non autorizzate nelle trasmissioni.
Tags: Videoconferenze
Tre buoni motivi per fare impresa
Non si può essere tutti lavoratori dipendenti con un posto fisso, un cartellino da timbrare, una busta paga e uno stipendio sicuro. E poi, diciamo la verità: quanti sono i lavoratori dipendenti che ad un certo punto della loro carriera cominciano a ritenere noioso il proprio lavoro? Anche se ormai è prassi comune nelle aziende il concetto di turnover, ci sono momenti in cui dal proprio lavoro si desidera molto di più che un cartellino da timbrare e una scrivania da occupare.
Sentirsi annoiati e stanchi del proprio lavoro, infastiditi di certi atteggiamenti del capo o nauseati di alcuni comportamenti dei colleghi. Può capitare e, personalmente, ritengo che sia un bene perché, in questo modo, si riceve uno stimolo a cercare di meglio, a esplorare nuovi mondi, nuove opportunità o alternative. In una sola parola a crescere.
Lasciare un’azienda per un’altra potrebbe significare ritrovarsi nel giro di qualche anno nella medesima situazione. Perché, allora, non pensare di fare impresa? Eccovi tre buoni motivi.
Fiscalità di vantaggio
Chi fa impresa può contare su una fiscalità di vantaggio ossia la tassazione dei redditi con l’applicazione di un’aliquota pari al 5% per i primi cinque anni di attività ovvero fino al raggiungimento dei trentacinque anni di età.
Zero spese
Società con un solo euro di capitale. Si chiamano società semplificate a responsabilità limitate e sono state introdotte con il pacchetto liberalizzazioni a favore degli under 35. E’ previsto un capitale di un euro e per la costituzione non occorre la presenza del notaio ma il semplice invio della comunicazione al Registro delle imprese.
Incentivi
Sono numerosi gli incentivi che provengono da leggi, programmi regionali e Camere di Commercio per i giovani imprenditori. Tra questi vogliamo segnalare il programma Start Lombardia, un bando della Regione Toscana che stanzia 30 milioni per i giovani e gli aiuti della Regione Piemonte tra cui quello per i contratti di rete tra imprese.
Tags: fare impresa lavoratori dipendenti regime dei minimi S.r.l.
Pareggio di bilancio in Costituzione: cause ed effetti
L’introduzione del pareggio di bilancio - compiuta dal governo Monti - è in realtà una misura prevista in modo esplicito dal patto Europlus di fine marzo 2011 e rappresenta una risposta concreta ai vincoli che l’Unione Europea ha chiesto di approvare agli Stati membri, con particolar riguardo a quelli attualmente più esposti alla crisi finanziaria internazionale.
Diverse forze politiche e sociali hanno lamentato una cessione di sovranità che indurrà all’applicazione di politiche economiche restrittive anche in tempi di grave disoccupazione, quando sarebbe invece necessario intervenire con politiche anticicliche.
Il gigantesco debito pubblico italiano (1.900 miliardi di euro, il 120% del PIL), nonostante la sostenibilità della spesa primaria, costringe a politiche restrittive per pagare la spesa accumulata nel tempo degli interessi, oltretutto elevatissimi in confronto agli altri paesi europei.
Così recita il nuovo articolo 81:
“Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico.
Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali.
Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte.
Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.
L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.
Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l’equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, nel rispetto dei principi definiti con legge costituzionale.”
La comunicazione dei mass media non ha in realtà ben specificato la reale portata di questa riforma che va ben oltre l’art. 81 e coinvolge altri 3 articoli.
A rafforzare la modifica dell’art. 81 viene introdotto un nuovo primo comma all’art. 97 della Costituzione che impegna tutta la PA al perseguimento della stabilità:
” Le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l’ordinamento dell’Unione europea, assicurano l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico”.
Viene inoltre spostata nell’art. 117 dalla competenza concorrente a quella esclusiva dello Stato “l’armonizzazione dei bilanci pubblici” (lettera e).
Viene infine modificato anche l’art. 119 al comma 3 nel seguente modo:
[Gli Enti Locali e le Regioni] “Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio, nel rispetto dell’equilibrio dei relativi bilanci, e concorrono ad assicurare l’osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea.”
Sempre l’art. 119 registra al comma 7 un ampia modifica:
“I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i principi generali determinati dalla legge dello Stato. Possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento, con la contestuale definizione di piani di ammortamento e a condizione che per il complesso degli enti di ciascuna Regione sia rispettato l’equilibrio di bilancio. E’ esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti”.
Ma il testo del DDL non si limita a modificare gli articoli suindicati della Costituzione.
Prevede infatti anche “l’istituzione presso le Camere, nel rispetto della relativa autonomia costituzionale, di un organismo indipendente al quale attribuire compiti di analisi e verifica degli andamenti di finanza pubblica e di valutazione dell’osservanza delle regole di bilancio”. Anche il Presidente del Consiglio Prof. Monti aveva del resto parlato nelle sua dichiarazioni programmatiche della “creazione di una Autorità dei conti pubblici”.
Non vi è dubbio che occorre stabilire quali rapporti intercorrono tra questo “organismo indipendente” e le funzioni della Corte dei Conti.
L’intenzione del legislatore sembra essere quella di richiamarsi al modello americano del Cbo (il Congressional Budget Office) del Congresso con un’agenzia autonoma con il compito di coadiuvare le camere nel controllo della spesa pubblica.
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HP Slate 2, tablet per l’utenza professionale
In attesa di Windows 8, HP Slate 2 è un tablet caratterizzato dal sistema operativo Windows 7 e dotato di funzionalità apprezzabili soprattutto dall’utenza professionale.
Il device utilizza un display da 8,9 pollici, ampiezza in grado di combinare in modo ottimale le esigenze di mobilità e usabilità. Le dimensioni sono infatti di 23,4 x 15 x 1,5 centimetri e il peso è di 690 grammi.
Si ha che fare con uno schermo multitouch con risoluzione massima di 1.024×600 punti, compatibile con lo stilo fornito in dotazione per interagire con il sistema, disegnare o prendere appunti con maggiore immediatezza rispetto alla tastiera virtuale.
HP Slate 2 è basato sul processore Intel Oak Trail Atom Z670 da 1,5 GHz, il quale consente di raggiungere prestazioni accettabili, grazie anche al supporto di 2 GB di RAM DDR2 a 800 MHz ed alla scheda grafica Intel GMA 600.
Lo storage rivolto a programmi, archivi e documenti può contare su un performante SSD che può raggiungere la capienza massima di 64 GB e su uno slot per schede di memoria SD. Sul piano audio il tablet integra due altoparlanti stereo e supporta la tecnologia HD SRS Premium Sound.
La presa USB 2.0 consente di collegare ogni genere di periferica esterna e la connettività dati si estrinseca attraverso i moduli Wi-Fi 802.11 b/g/n, Bluetooth 4.0 e 3G mobile broadband EV-DO/HSPA.
Le due fotocamere risultano senza pretese, anche se possono comunque tornare utili in diverse circostanze: quella frontale è di tipo VGA, mentre la posteriore è da 3 megapixel.
La batteria è composta da due celle (30 WHr) ai polimeri di litio e secondo le indicazioni della casa madre dovrebbe consentire di raggiungere l’autonomia massima di 7,5 ore.
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Axiatel: le novità dedicate alle PMI
Dalla piattaforma di e-commerce Axiatel.com arrivano alcune proposte riservate alle aziende che, in questi tempi di crisi, desiderano contenere quanto più possibile i costi di gestione senza incidere negativamente sulla produttività o sulla qualità dei servizi offerti.
Tra le soluzioni dedicate alle PMI ci sono ad esempio i servizi di Videoconferenza e Conference Call che azzera idealmente le distanze grazie all’ausilio delle riunioni in modalità virtuale, o il Fax per Mail che promette di abbattere il costo legato al consumo di carta e di cartucce di inchiostro utilizzate per le stampe dei documenti.
Axiatel.com propone inoltre il suo servizio VoIP che consente di risparmiare sul costo delle bollette telefoniche utilizzante Internet per veicolare le comunicazioni vocali.
I servizi, dei quali è disponibile una prova gratuita per il periodo di 30 giorni senza obbligo di sottoscrizione, hanno dei costi fissi validi per tutta la durata dell’abbonamento e a disposizione delle aziende ci sono anche un servizio clienti dedicato e un sistema di pagamenti protetto.
Tags: Axiatel Videoconferenza VoIP
Modello 730: novità del 2012
Novità importanti in arrivo dal modello 730/2012. Quelle più rilevanti coinvolgono sia i contribuenti che provvedono alla compilazione del modello sia gli intermediari finanziari che provvederanno al successivo inoltro dei dati all’Agenzia delle Entrate. Vediamo di cosa si tratta.
Cedolare secca
Dopo l’introduzione della cedolare secca sulle locazioni anche il modello 730 si adegua alla recente normativa modificando le sezioni I e II del quadro B. Ricordiamo che il nuovo sistema della cedolare secca prevede la possibilità di applicare al canone di locazione degli immobili ad uso abitativo e relative pertinenze un’aliquota del 21% per i contratti a canone libero e del 19% per quelli concordati. In particolare le colonne 5, 6 e 7 della sezione I dovranno contenere i dati necessari al calcolo dell’imponibile della cedolare secca mentre nella sezione II dovranno essere indicati ulteriori dati relativi alla registrazione del contratto. E’ inoltre presente la casella da barrare in relazione ai contratti di durata non superiore a 30 giorni, per i quali non è obbligatoria la registrazione.
Detrazioni per ristrutturazione edilizia
La recente eliminazione dell’obbligo di invio della raccomandata al Centro Operativo di Pescara per fruire della detrazione del 36% per le spese di ristrutturazione edilizia ha comportato l’obbligo di indicare nel quadro E sezione III-B del modello 730 i dati catastali identificativi dell’immobile nonché tutte le altre informazioni utili ai fini del controllo della detrazione.
Compilazione assistita
Presso tutti i sostituti d’imposta che prestano assistenza fiscale diretta ai propri dipendenti ovvero presso i Caf è disponibile un software per l’inserimento dei dati nel modello 730 che guiderà il contribuente a compilare correttamente il proprio modello, impedendo la trasmissione di dichiarazioni compilate in modo incoerente.
Modello in formato XML
La tecnologia XML, già sperimentata con il modello telematico Irap, si è estesa anche al modello 730. Si tratta, in pratica, di un linguaggio standard che permette di leggere ed interpretare i dati in modo perfetto anche da parte dell’utente finale nonché la possibilità di effettuare validazioni con strumenti standard.
Tags: 730 cedolare secca dichiarazione dei redditi ristrutturazioni edili
Crescita economica? Investire in conoscenza
Quando ancora Ignazio Visco non pensava minimamente di diventare Governatore della Banca d’Italia ha condotto alcune riflessioni che rispondono all’adagio di Einaudi “conoscere per deliberare” e sono pertanto etremamente utili rileggere alla luce della attuale situazione del nostro Paese: un riequilibrio strutturale e duraturo implica il ritorno alla crescita dell’economia reale.
Per raggiungere questo obiettivo occorre considerare l’istruzione, il senso civico e il rispetto per la legalità, il capitale umano e il capitale sociale, intese come le questioni centrali per il progresso economico e umano del nostro paese.
Oggi il nostro Paese non cresce in seguito al “ritardo e alle incertezze con cui il sistema produttivo ha risposto negli ultimi vent’anni alle sfide dell’innovazione tecnologica, dell’affermarsi sulla scena mondiale di nuove economie, del deciso aumento dell’integrazione europea. L’ingresso nell’unione monetaria ha fatto venir meno gli effimeri guadagni derivanti dalla svalutazione nominale del cambio, ci ha imposto un maggior rigore fiscale per rispettare i patti europei”.
La ricetta degli interventi che il Governatore propone per aumentare il potenziale di crescita prevede una riforma della governance dell’economia per stimolare l’attività d’impresa e l’inserimento durevole nel mondo del lavoro sia delle donne che dei giovani.
A tal fine occorre
a) maggiore concorrenza, in particolare nei settori dei servizi protetti;
b) un più ampio accesso al capitale di rischio, soprattutto per le imprese innovative come le start up;
c) una regolamentazione del mercato del lavoro e un sistema di protezione sociale che, agendo congiuntamente, favoriscano la riallocazione delle risorse umane verso gli impieghi più produttivi;
d) maggiore efficienza nell’amministrazione della giustizia civile.
I provvedimenti approvati (vedi il pacchetto giustizia) e in corso di elaborazione (annunciati nella Conferenza stampa di fine anno 2011) del Governo Monti rispondono pienamente a queste indicazioni.
Ma il punto cruciale, secondo il Governatore, è l’aumento della dotazione di capitale umano.
Se per “capitale umano” si intende il patrimonio di abilità, capacità tecniche e conoscenze di cui le persone sono dotate, ne deriav la sua rilevanza economica in funzione del miglioramento dei processi produttivi e quindi della competitività dell’economia italiana.
Si tratta in verità della strada tracciata a livello europeo dalla Strategia di Lisbona quando all’inizio del nuovo millennio, di fronte alle sfide della globalizzazione e della rivoluzione tecnologica, i Capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea lanciarono l’obiettivo di fare dell’Unione “l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale” entro il 2010.
Per raggiungere questo risultato l’UE parla del “triangolo della conoscenza”, ovvero rappresenta il concetto di conoscenza come l’insieme di ricerca, innovazione e istruzione.
Purtroppo la grave crisi finanziaria mondiale non ha consentito di realizzare pienamente quanto ci si era proposti e pertanto la nuova strategia Europa 2020 ha rilanciato l’obiettivo di Lisbona 2000 attraverso tre priorità che si rafforzano a vicenda ed intendono aiutare l’UE e gli Stati membri a conseguire elevati livelli di occupazione, produttività e coesione sociale. :
CRESCITA INTELLIGENTE, con un’economia costruita sulla conoscenza e sull’innovazione;
CRESCITA SOSTENIBILE, per un’economia competitiva che sappia utilizzare con efficienza le risorse;
CRESCITA INCLUSIVA per far crescere il numero di occupati, per costruire coesione sociale e territoriale.
Secondo Visco il capitale umano non si acquisisce più, una volta per tutte, sui banchi di scuola, per poi applicarlo in modo standard durante l’intera vita lavorativa. Oggi ciò che conta è la “competenza”, ossia la capacità di adattare le conoscenze e le abilità al cambiamento continuo della società contemporanea, ricercando soluzioni innovative.
Si tratta di realizzare “il passaggio da un modello di crescita basato sostanzialmente sull’imitazione e sul progressivo avvicinamento alla frontiera tecnologica a uno basato sulla capacità di generare indipendentemente l’innovazione, facendo avanzare quella stessa frontiera”.
Il ritardo italiano è impietosamente misurato dall’ OCSE, secondo le cui statistiche nel 2009 il 54 per cento degli italiani di età compresa tra i 25 e i 64 anni aveva conseguito un diploma di scuola secondaria superiore, contro il 73 per cento della media OCSE, mentre la quota di laureati nella fascia d’età 25-64 anni era di poco inferiore al 15 per cento, pari alla metà di quella media dei paesi dell’OCSE.
Addirittura lo’indagine internazionale Adult Literacy and Lifeskills del 2003 per misurare le competenze funzionali alfabetiche (literacy) e matematiche (numeracy) e la capacità di analisi e soluzione di problemi mostra che circa l’80 per cento degli italiani di età compresa tra i 16 e i 65 anni non è in grado di compiere ragionamenti lineari e fare inferenze di media complessità.
Ma a metà del decennio scorso l’investimento in conoscenza - approssimato dalla spesa complessiva pubblica e privata in istruzione superiore, ricerca e sviluppo, software - mentre in Italia era pari al 2,4 per cento del PIL, la media OCSE raggiungeva il 4,9 per cento.
Una comunità di individui istruiti e consapevoli, che è più propensa a condannare la deviazione dalla legalità e a riconoscere i benefici derivanti dalla cooperazione, è anche maggiormente portata a condividere l’insieme di valori e norme che facilitano il raggiungimento di obiettivi comuni con cui frequentemente si identifica il “capitale sociale”.
Ecco allora che investire in conoscenza va oltre l’obiettivo della crescita economica e rappresenta un importante fattore di coesione sociale e di benessere dei cittadini. Può contribuire infatti all’innalzamento del senso civico, alla formazione delle regole sociali tacite, alla rete delle relazioni fiduciarie esitenti in un territorio, ossia al capitale sociale : un insieme di valori in sé, indipendentemente dagli effetti positivi sulla crescita economica.
Tags: capitale umano conoscenza crescita
Prezi U: presentazioni online per l’ICT
Abbiamo già parlato di Prezi, applicazione online per creare presentazioni che sfuggono alla loro tradizionale definizione di successione di slide essendo qualcosa di più simile a “storie” raccontate all’interno di uno spazio bianco.
Ora è disponibile la versione “accademica” chiamata Prezi U: vi si possono trovare contenuti interessanti per i tipici temi di interesse dei lettori di PMI.it.
In particolare tra quelli legati alla Comunicazione e alla Tecnologia ne abbiamo scovati alcuni interessanti, che qui di seguito linkiamo, tenendo presente che il materiale è chiaramente in continuo aggiornamento:
Social Media Strategy
Facebook Platform: From Social Media to Social Business
Professional Social Networking
Web technologies: an introduction
Twitter and Its Applications
C’è poi una sezione di articoli, con altri approfondimenti ma questa volta in un più tradizionale formato di testo. Inoltre, è presente anche un forum di discussione, per confrontarsi con gli altri utenti.
Per chi volesse anche partecipare con i propri contributi le cose sono un po’ più complicate, perché essendo una comunità accademica per registrarsi bisogna avere un indirizzo riconducibile a una scuola o a un’università. Resta però sempre a disposizione il sito principale, su Prezi.com.
Tags: applicazioni online ICT presentazioni Prezi
Asus Eee Pad Transformer Prime TF201, Tablet Pc quad-core
Asus “Eee Pad Transformer Prime TF201“, nuova punta di diamante nel settore dei Tablet Pc e - primo in asoluto - dotato di processore quad-core NVIDIA Tegra 3.
Realizzato da Asus in collaborazione con Google, l’Asus Eee Pad Transformer Prime TF201 è dunque un device altamente innovativo.
Questo Tablet Pc adotta inoltre di serie il nuovissimo sistema operativo Android Ice Cream Sandwich ottimizzato e personalizzato da Asuscon soluzioni di rilievo.
L’Eee Pad Transformer Prime TF201 presenta uno schermo Super IPS+ da 10 pollici con risoluzione 1280X800 pixel. Elegante, leggero e sottile, così si potrebbe riassumere il primo impatto nel vederlo per la prima volta. Il peso non supera infatti i 586 grammi, mentre lo spessore è di appena 8,3mm, il tutto racchiuso da un’elegante cornice metallica.
Presente anche una potente fotocamera posteriore da 8Mpx e una anteriore da 1,2Mpx adatta prevalentemente alle sessioni di video chat. Presenti il Gps, il Wi-Fi, il Bluetooth e tutti i sensori e supporti degni di un Tablet Pc moderno. Tutavvia Asus non ha inserito e non inserirà in nessuna versione di questo Tablet il supporto alle reti 3G.
L‘Eee Pad Transformer Prime TF201 verrà venduto infatti esclusivamente in versione solo wi-fi. Ma questo Tablet stupisce ulteriormente perché Asus includerà nella confezione d’acquisto anche una tastiera dock che permette di trasformare questo device in una sorta di portatile vero e proprio dotato anche di batteria extra per aumentarne la già ottima autonomia.
Inoltre programmi come App Locker, App Backup, SuperNote, Polaris Office e MyCloud aggiungono quel tocco di professionalità che sarà molto gradita agli utenti business che potranno trovare in questo Tablet Asus un perfetto compagno di lavoro.
Concludono la ricca dotazione di serie i 32Gb di spazio d’archiviazione e 1Gb di memoria Ram che permetterà l’esecuzione di tutti i più esosi programmi per Android.
L’Asus Eee Pad Transformer Prime TF201 sarà disponibile a breve nei negozi a 599€.
Tags: android asus Asus Eee Pad Transformer Prime TF201 tablet pc tegra 3 transformer prime
Evasione fiscale: ecco come le imprese frodano il Fisco
E’ di qualche giorno fa la notizia della scoperta da parte della Guardia di Finanza di circa 7.500 evasori fiscali che sono riusciti a occultare al Fisco redditi per 21 miliardi di euro.
Cifre incredibili rese ancor più allarmanti perché provenienti da un Paese, il nostro, in cui tutti osservano l’evasione con ostentato disprezzo, come una piaga sociale da combattere. Tutti asseriamo di volerci stare lontano, un po’ come fosse peste bubbonica, per poi scoprire che tutti, chi più chi meno ma proprio tutti, siamo infetti.
Ciò che è in crescita è il numero delle cosiddette frodi carosello, tecniche di evasione fiscale operate da società fantasma che emettono fatture false e truffano lo Stato sul pagamento dell’Iva.
Solitamente queste società riescono a raggiungere fatturati particolarmente elevati in poco tempo, con margini di guadagno insolitamente bassi, avvalendosi di sede e manodopera piuttosto modeste.
Affinché l’evasione possa avvenire sono necessarie due società complici: la società fantasma e quella che, in realtà, riceverà i maggiori benefici. La società fantasma importa beni in Italia acquistandoli da società di altri Paesi UE.
La normativa comunitaria prevede che, contrariamente al solito, il versamento dell’Iva è a carico dell’impresa che importa e che deve pagare in patria. La società fantasma tuttavia non paga: è stata creata per durare qualche mese, giusto il tempo di mettere a segno l’operazione e poi dichiarare fallimento (il controllo amministrativo solitamente richiede tempi ben più lunghi).
L’azienda fantasma vende la merce importata alla società complice, anch’essa italiana, ed emette fattura falsa addebitando l’Iva. La società complice non solo non provvederà al pagamento della fattura ma registrerà un credito Iva nei confronti dell’Erario.
Un meccanismo, questo, talmente perfetto che risulta essere particolarmente difficile da scoprire. Le transazioni, infatti, vengono regolarmente eseguite con strumenti tracciabili e risultano essere, all’apparenza, regolari. Sono necessarie tecniche investigative più tradizionali e faticose quali pedinamenti, intercettazioni, arresti e interrogatori.
Tags: evasione fiscale fisco



